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    11/22/2009

    Ricordo

    Attraversare un ricordo

                       ed in un secondo

                                   ricordare tutto

                                            ed elaborare il lutto.

     

                                                                            Cattychan

     

    11/6/2009

    Dal Lo Duca

    Possiamo dire una cosa disegnando, cantando, mimandola, recitando, ammiccando, additando, e con parole; possiamo dirla in inglese, in cinese, in turco, in francese, in greco, in piemontese, in siciliano, in viterbese, romanesco, trasteverino, e in italiano; possiamo dirla in una sintassi semplice, per giustapposizione di proposizioni, o con una sintassi contorta e subordinante; con parole antiche o nuove, nobili o plebee, usate o specialistiche; possiamo dirla come uno scienziato o un poliziotto, un comiziante o un cronista, un gruppettaro o un curato di campagna; possiamo gridarla, scriverla a caratteri cubitali o in appunti frettolosi - possiamo dirla tacendo, purchè abbiamo veramente voglia di dirla e purchè ce la lascino dire.
     
    Dal libro: Lingua italiana ed educazione linguistica, tra storia ricerca e didattica. Di Maria Lo Duca
    10/20/2009

    L'ottimismo è il profumo della vita:

    Guardatevi attorno sfidando la vita con un sorriso
    che copra le lacrime,
    e lei si arrenderà alla vostra felicità.
    Ridete sotto la pioggia,
    ridete quando perderete qualcuno che avete amato,
    ridete per aver vissuto la felicità,
    ridete per trovare la forza di riviverla,
    ridete quando l'autobus salta la vostra fermata,
    quando tutto il giorno correte da un capo all'altro di Palermo per realizzare i vostri sogni,
    ridete quando vi arriva la solita mail del "vi faremo sapere",
    ridere alla vita, e lei si arrenderà alla vostra felicità.
     
                                                               By Cattychan.
    10/13/2009

    Buonanotte...

    Questa notte spero di raggiungerti nei tuoi sogni
    e come in un film muto
    parlare solo attraverso i gesti,
    così un semplice "ti amo"
    renderebbe quella fantasia un meraviglioso desiderio realizzato ed indimenticabile
    tra timidi movimenti e sguardi intensi ed emozionanti.
    Io spero di sognarti in una passeggiata tranquilla e silenziosa
    in un mondo solo nostro
    senza impegni ed intrusioni del mondo esterno.
    Almeno per una notte saresti solo mio,
    buonanotte amore mio.
                                             Cattychan
     

    10/12/2009

    Ultimamente ce l'ho con le citazioni dei film...

                       c'è sempre la neve.
                             E mi diventa bianco il cervello
                                        se non la smetto di ricordare.
                                                 Tanto qua sotto nulla è peccato...
    Tratto dal film: Manuale d'amore 2
     
     
     
       
     
    ...La neve adesso è solo nei miei ricordi...
     
    Credo che questo sia il periodo più bello della mia vita... Trovo che il mondo sia meraviglioso, che la vita sia un miracolo sorprendente e sono diventata la positività fatta persona. Sono pazzamente innamorata della vita e non mi era mai successo prima. Ormai vedo poesia ovunque, ne scrivo in continuazione, e me ne sto a passeggiare con occhi sognanti da sola con un mega sorriso stupido e spontaneo. Se questa è pazzia sono felice di essere PAZZA! Se è amore, non l'ho mai vissuto prima un periodo così. Se è incoscienza allora a fanculo la ragione. Sono FELICE! IO SONO FELICE!  Cuore rosso
     
    9/23/2009

    Frammenti di lucidità

     
     
    Bellissimo film ma manca la parte più bella:
     
    L'amore è, esiste.
    E niente di quello che dite può farlo sparire, perché è il motivo per cui noi esistiamo qui.
    È la vetta più alta, e una volta che l'hai scalata e guardi gli altri da lassù, ci rimani per sempre.
    Perché se ti muovi, allora... cadi. Cadi. (Pauline Oster)
     
    9/14/2009

    Ti amo.

    Chiudo gli occhi,

    rivivo quelle emozioni,

    piacevoli sensazioni,

    umori,

    odori,

    schiudo le labbra,

    una mano mi accarezza lentamente,

    un ricordo evanescente,

                                                          se lo vorrai sarai mio per sempre.                                             

     

                                                     Cattychan

     

     

    9/11/2009

    Perla di saggezza

    E dopo la morte cosa c'è?
    E' come dormire. Non ricordi, è vuoto, è buio, è nulla, ...è morte.
    8/18/2009

    Tua

    Sarò la tua porca,

    sarò la tua donna.

    Capace di viverti, amarti, goderti,

    crescerti.

    Imparerò a insegnarti la fiducia, la complicità, l’amore, il rispetto,

    e se sarai bravo anche qualche “trucchetto di letto”.

    Sarò orgogliosa e fiera

    di regalarti il mio cuore,

    di avere piena fiducia in questo nostro nuovo nascente amore,

    coronato sia dal sentimento che dalla passione.

    Ti voglio davvero bene.

                                                 

                                                                                                 Cattychan

    7/7/2009

    PIOVE E SORRIDO

    Piove, e sorrido,

    ormai solo fredde e finte lacrime sul mio viso,

    le mani si puliscono e i segni spariscono,

    le cicatrici si richiudono con quell’acqua salata

    e torno a sorridere in questa strana serata

    in cui mi scappa un sorriso,

    nonostante sia ancora un po’ bruciata.

                                               

                                                                   Cattychan

     

    6/23/2009

    Darei la vita per sentirti dire che mi ami... pensa... la mia vita per una tua bugia!! (citazione)

    DISPERAZIONE.

    Perdere la dignità,

    pregarti di restare,

    supplicarti di non andare

    via

    da me,

    in ginocchio

    piangendo

    supplicarti di restare al mio fianco,

    anche se non è ciò che vuoi,

    anche se non mi ami, se non provi nulla per me,

    anche se già appartieni già a un’altra persona.

    Io ti prego, in ginocchio di tornare con me,

    di non farmi soffrire così, senza te.

    Ti scongiuro col cuore impazzito,

    prego che tu decida, anche per pietà,

    di non lasciare me, stupida, qui in ginocchio,

    che ti rivoglio indietro,

    anche se non avrò il tuo cuore,

    tu hai già preso il mio,

    e anche se non ti importa, lo considererò per sempre tuo.

    Anche se non mi vuoi, trattami male,

    odiami ti prego,

    pur di camminare ancora dietro di te mi lascerei fare qualsiasi cosa.

    Sono un’animale, sono una stupida cretina,

    ma voglio continuare a essere tua,

    uccidimi con le tue mani che amo,

    con le parole delle labbra che bramo,

    con tutto ciò che puoi,

    ma continua a provare sentimenti per me,

    seppure di odio.

    Ne ho bisogno.

       

                                                                  Cattychan

     

     

     

    6/18/2009

    Tagliabalze

     

    Lo guardo sorridente, ma con gli occhi di una perdente.

    Lo stringo forte, immaginandomi nella dolce balia tra la vita e la morte.

    Purtroppo per me sono troppo forte.

    Lo avvicino con calma e precisione sul frutto della mia disperazione.

    Una volta giunta al limite del derma, resto ferma.

    Respiro calmo e rilassato, anche se il momento è delicato.

    Poggio un dito sopra quel filo

    e con la lama, tirandolo, me ne sto già liberando.

     

                                                                                                          Cattychan.

    6/15/2009

    Concretezza

    La gente non capisce, ha bisogno di vedere.

    Non può percepire quanto mi faccia male, quanto sia forte il dolore:

    a volte non riesco nemmeno a respirare,

    e l’unico modo che conosco per calmarmi è scrivere.

    Spesso so che dovrei urlare,

    dovrei gridare così forte per riuscire a farmi sentire veramente,

    ma importerebbe davvero alla gente?

    Forse potrebbero capire,

    o forse si limiterebbero ad annuire.

    Hanno bisogno di vedere le lacrime, di sentire i singhiozzi,

    vederti urlare, piangere, gridare,

    vederti tremare, prendere a pugni il muro, picchiare duro.

    Sfogare la rabbia,

    non è più una liberazione personale,

    ma un modo per trasformare il dolore in gesti, in qualcosa di materiale,

    solo per farsi capire, per farli pentire.

    Hai mai pensato al suicidio?

    Non per liberarti, per non soffrire, per giungere alla pace eterna di Dio,

    ma per lasciarli inermi davanti a quel gesto estremo,

    per farli pentire, piangere, disperare,

    per fare stare male anche loro,

    perché per un giorno saresti stato considerato,

    e avrebbero veramente capito.

                                                                             

                                                                                           Cattychan

    6/12/2009

    Avete presente la teoria del piano inclinato?

    Avete presente la teoria del piano inclinato? No? Ve la spiego. Se mettete una pallina su un piano inclinato la pallina comincia a scendere, e per quanto impercettibile sia l'inclinazione, inizia correre e correre sempre più veloce. Fermarla, è impossibile. Ma per fortuna gli uomini non sono palline: basta un gesto, un'occhiata, una frase qualsiasi a fermare il corso delle cose. ('Aldo, scena di "chiedimi se sono felice)
     
     
    6/11/2009

    Se l’avessi saputo prima.

    Se l’avessi saputo prima

    ti avrei chiesto di mettere una canzone mentre mi dicevi di lei,

    così avrei qualcosa da ascoltare adesso

    per piangere pensandoti e cantandola.

    Ti avrei chiesto di mettere più dopobarba,

    per  fare in modo che impregnasse la mia pelle.

    Ti avrei chiesto di fare il bagno insieme,

    così avrei conservato quell’odore sulla mia pelle

    e avrei potuto risentirlo quando volevo,

    sarebbe bastato comprare il bagnoschiuma.

    Se l’avessi saputo

    ti avrei chiesto di fare l’amore con me per l’ultima volta,

    di darmi un ultimo bacio,

    ma forse è stato meglio non averlo saputo prima

    altrimenti non mi sarei più lavata per non lavare via l’odore di te, di noi.

    Anche se un noi non c’è più.

     

                                                                                       Cattychan

     

     

     

    * E con questa spero di smetterla con il solito argomento... Ci riuscirò? :p Bastaaaaaaaaaaaaa!! ^_^

     

    6/9/2009

    Passaggio di proprietà

    Le sue labbra

    sporche

    sulla tua bocca,

    le sue mani

    colpevoli

    sul tuo viso,

    i suoi occhi

    felici

    guardano ciò che era mio,

    ciò che mi è stato rubato con l’inganno.

    Le sue unghia

    provocatrici

    graffiano con passione

    il corpo dell’uomo che prima abbracciava me,

    il tuo sorriso innamorato

    viene goduto

    da lei che non ne capisce il vero valore;

    il tuo corpo tra le braccia sue,

    il piacere che non è più mio.

    Goditela questa puttana che si sono passati in tanti,

    goditela fin quando non troverà un altro

    e quando soffrirai

    spero che non soffrirò più per te che soffrirai per lei.

     

                                                                                     Cattychan

     

     

     

     

     

    6/8/2009

    Confusa

    Confusa, la testa che gira, le parole, la tastiera, attenzione alla rima,
    confusa, la musica, il vino,
    la testa che scoppia, non so dove andare, non so cosa fare,
    penso che dovrei vomitare.
    Confusa, scrivo parole senza senso, tanto so che dopo le cancello,
    e tra il senso di vomito, il ritmo, e il sonno incalzante,
    spero solo di non pensare, di non tornare a sentire ancora quel dolore.
    Vorrei bere per sempre, annegare nella fuga dal grigiore,
    perché sono stanca di vivere questa frustrazione.
    Vado a vomitare, sperando di rigettare anche la disperazione.

                                                                                                                                                                Cattychan

    6/7/2009

    FELICE

    FELICE

    Felice, finalmente.

    Facevo fatica a fare follie,

    facevo fatica a fiatare,

    a fare le feste,

    a fregarmene.

    Fabbricavo finta felicità,

    figurando nella folla con facce false,

    con fatica fasciate di focosa femminilità e fermezza.

    Fallivo di fantasia,

    farfugliavo una fiaba filosofica col finale

    “finché alla fine della fioritura il fioraio falciò il fiore ”.

    Ferita la mia fedeltà,

    fuggii funestamente,

    ma franai;

    frastornata e fiera, ferocemente, ficcavo nel fegato dei farmaci,

    fiduciosa del loro funzionamento.

    Fortunatamente ora sfodero la falce,

    frantumo i fallimenti,

    frusto la mia frivolezza,

    e frequento con freddezza  furibonda la fonte della mia follia.

    Forse felice, finalmente.

    Ma fin’ora frequentemente faccio ancora fatica..

     

                                                                Cattychan

    Sogni ed illusioni.

    A 6 anni la cosa che mi piaceva più fare era andare nei grandi negozi con mamma e papà: guardavo la casa di barbie che si trovava nello scaffale più alto, sapevo che i miei non me l’avrebbero comprata, ma continuavo a sperare che un giorno l’avrei avuta. Mi accontentavo di giocare con quella grande e lussuosa della mia “amichetta del cuore” che aveva sempre i giocattoli più belli.

     

    A 14 anni i miei me la regalarono:  avevo smesso di giocare con le barbie da tempo, ma era costata loro tanti sacrifici e così decisi di tenerla in un angolo della mia stanza. Non me ne fregava nulla in realtà, avevo speso anni della mia vita a guardarla dal basso con occhi sognanti e adesso la guardavo dall’alto indifferente. In fondo i miei volevano solo farmi felice, ma non capivano che la bambina stava crescendo.

     

    A 16 anni la regalai ad una cuginetta appena arrivata, perché quando le mie amiche venivano a casa mia mi prendevano in giro. Al posto della casetta adesso c’era una pila disordinata di cd rock, che ascoltavo a musica alta quando i miei non erano in casa. Non avevo più sogni. Cercavo di vivere la vita che gli altri volevano che vivessi.

     

    A 18 anni gli esami. Un sessanta che a me parve come un calcio in culo per buttarmi fuori dalla scuola. Sognavo di viaggiare, di girare il mondo con uno zaino in spalla, di trovare l’uomo della mia vita in una discoteca, e discoprire l’amore vero.

     

    A 19 anni mi ero illusa di averlo trovato, un uomo che mi prendeva, che mi scioglieva con un solo sguardo, un vero uomo forte, del quale mi innamorai subito non appena i miei occhi incontrarono i suoi. Mi illusi di essere ricambiata, questione di poco e scoprii che non meritava di essere definito “uomo”. Era solo uno dei tanti cretini, e per lui io ero solo una delle tante cretine.

     

    A 20 anni non lavoro, non viaggio, non sogno, non vivo.

     

                                                                                                                       Cattychan

    6/6/2009

    Quello che ti meriti

    Quello che ti meriti

    Meriti quella donna che ha tradito il suo uomo per te,

    meriti quella donna con cui hai tradito anche me.

    Credi che ti possa amare veramente?

    Che il suo cuore possa battere solo ed esclusivamente per te,

    per sempre?

    Non pensi che possa farlo di nuovo,

    con un altro uomo?

    Spero lo farà, così capirete

    entrambi

    come ci si sente.

    Ma prima dovrai innamorarti perdutamente,

    al punto di potere dare la vita per lei,

    al punto di cambiare anche nei profondo chi sei…

    Ti amo ancora così tanto, anche se non dovrei.

                                                         

                                                                            Cattychan

     

     

    citazione: "spero tu non possa mai dedicarmi una poesia come questa..."